Vitulano

Lo scrigno del marmo rosso

Quannu u petucchiu salle n’gloria… perde a scienza e a memoria.”
(Quando il pidocchio sale in testa… perde l’intelligenza e la memoria)

Detto popolare

Dov’è?

Vitulano è un piccolo centro di circa tremila abitanti, dominato dai monti Camposauro e Pentime, caratterizzato da venti casali. Il suo territorio rientra nel “Parco regionale del Taburno Camposauro”. A valle dal monte Pentime e Camposauro scendono quattro sorgenti perenni: Fontana Reale, Cortedonica, Fuggiano e San Pietro.
Qui è possibile vivere il passato con tutte le comodità del presente. Percorsi enogastronomici, passeggiate in montagna in totale relax immersi nel silenzio, circondati da una cornice quasi da favola.



Da non perdere

Vitulano è uno dei borghi più antichi e storici della Valle Vitulanese e del Sannio, pieno di luoghi suggestivi.
Numerose sono le chiese, tra le quali spicca per bellezza quella della SS Trinità. Situata al centro del paese, lo domina con il suo maestoso campanile in stile Vanvitelliano. La Fontana Reale e il Vico/Via Fontana che fino a qualche decennio fa fu un luogo abitativo baronale.
Salendo poi sul monte di Camposauro si possono osservare panorami mozzafiato, ripercorrere i vecchi tratturi dei pastori e visitare i resti dell’antico Monastero della Madonna delle Grotte (in Gruptis).

S. Maria in Gruptis
L’abbazia fu fondata tra il 940 e il 944 dal principe longobardo di Benevento, oggi ne rimangono solo dei ruderi, situati nello spacco di montagna tra Vitulano e Solopaca. Il monastero, nei secoli passati, aveva sotto il proprio dominio innumerevoli beni sotto forma di feudi inscritti in zone anche lontane, come Capua e Pontecorvo. A causa dello stato di degrado in cui si trovava, e dei continui assalti dei briganti, durante la visita pastorale del 1705 il cardinale Orsini sconsacrò l’abbazia, ordinandone l’abbandono.

Storia


L’abitato è in origine era costituito da più casali dipendenti dalla città “Tocco”.
Nel 1437 fu teatro di scontri tra Aragonesi ed Angioni. Fu occupato per poco tempo dai francesi di Carlo VIII quando cercarono di occupare Benevento. Sotto gli Aragonesi fu dato in feudo agli Acquaviva, quindi successivamente passò ai Carafa, ed ai D’Avalos, fino al 1806. Nel XV secolo Vitulano cominciò ad accrescere la propria popolazione a spese dell’abitato di Tocco.
Nel 1595 fu costituito il cosiddetto “Stato di Vitulano”, che comprendeva 20 casali (dodici dei quali appartenevano all’università di “Santa Maria Maggiore” e gli altri otto a quella di “Santa Croce”). Nello stesso periodo, a metà strada tra la chiesa di Santa Maria Maggiore e Santa Croce, fu costruita la chiesa collegiata della SS. Trinità, segno di unità dei vitulanesi.
Nel 1832 le due università di “Santa Croce” e “Santa Maria Maggiore” furono riunite per formare un comune con nome odierno di Vitulano.
Uno dei borghi più antichi di Vitulano è la Fontana Reale, in dialetto vitulanese detta «U’ Riale». Chiamata in questo modo perché sorge in un luogo dove si presuppone nascesse un castello da cui poi prende nome la zona cioè Via Castello. La strada che si percorre per arrivare alla Fontana dalla Piazza fino a qualche decennio fa era una zona abitata da delle famiglie baronali. Infatti, percorrendo questa strada è possibile vedere i portali appartenenti a queste famiglie.

Curiosità

I marmi
La storia dei marmi di Vitulano inizia nel 1700, quando il famoso architetto Luigi Vanvitelli lo adoperò per la costruzione dello spettacolare palazzo del Re Carlo III di Borbone nella città di Caserta, e successivamente per molti altri importanti lavori.
Il marmo della Cava URIA è riccamente venato con cromature dal grigio al Rosso, è il Rosso URIA.
Oggi, l’estrazione di questo prezioso materiale continua tramite accurati parametri, nel rispetto dell’ambiente storico, in un sito protetto dove ogni fase della lavorazione è allo stesso tempo antica e tecnologicamente avanzata.
Tra i comuni di Cautano e Vitulano, alle falde del monte Camposauro, vi sono numerosi affioramenti di brecce calcaree policrome, di calcari sbrecciati e di alabastri calcarei che nell’insieme prendono il nome di “MARMI DI VITULANO.”
I marmi di Vitulano sono stati usati sin dall’antichità imponendosi in tutto il mondo tanto che Carlo di Borbone (XVIII sec.), Re di Napoli, se ne si assicurò l’uso ed il Vanvitelli lo utilizzò per comporre il sontuoso “Scalone d’onore” nella REGGIA DI CASERTA, di Napoli e di Portici.

Festa di San Menna Eremita
Festeggiamenti civili religiosi in onore di San Menna si svolgono, in primavera, il lunedì dopo la Pentecoste. Una processione raggiunge l’Eremo del Santo, mentre il giorno dopo, martedì, si organizzano in paese manifestazioni folkloristiche, culturali e musicali.
Il giorno 11 di Novembre, poi, ricorre la morte di S. Menna (583 d.C.).


Sagra della Castagna e del Pecorino Vitulanese
Il consueto appuntamento autunnale con la sagra della castagna, si svolge tra il mese di ottobre e novembre.
La castagna è la regina della festa: dolci, crepes, cornetti, primi piatti, portate varie, caldarroste e tanto altro ancora, dai piatti tipici della tradizione contadina a quelli più elaborati sapientemente preparati dai ristoratori presenti alla manifestazione.