Tocco Caudio

Misteri e magia di un luogo dimenticato

Dov’è

Il versante orientale del Monte Taburno è un meraviglioso polmone verde della Campania, non lontano da Benevento. Ad un certo punto la vegetazione si interrompe per lasciare il posto ad un piccolo borgo che però appare piuttosto strano: tutto è immobile e silenzioso, tanto da sembrare irreale. Sorge spontaneo il desiderio di avvicinarsi per capire quale strana magia sia in atto, ed è allora che si arriva ad una lunga strada invasa dall’erba ai cui lati sono schierate case abbandonate, senza più un presente, ma con un ingombrante passato da raccontare: la lunga vita del borgo di Tocco Caudio.

Da non perdere

Il mistero dato dall’abbandono e dalle memorie non ancora sopite è come un canto delle sirene per i visitatori, che grazie ad un parziale recupero del vecchio centro abitato possono visitare molte sue parti in sicurezza, sospesi in un tempo ben definito dove silenzio, natura e mistero li porteranno in un viaggio interiore del tutto inedito. Ci sono anche escursioni guidate che non si limitano al borgo abbandonato, ma giungono anche nei pressi della piana del Taburno-Camposauro: escursione, trekking, storia e magia sono garantiti sia per i piccoli che per i grandi.

Oltrepassata la porta principale del borgo, è possibile trovare i ruderi della settecentesca Chiesa di S. Vincenzo e della Cappella del SS. il corpo di Cristo; il magnifico santuario è situato a pochi chilometri dal paese fantasma. Fortunatamente si ha la possibilità di entrare all’interno dei ruderi per poter comprendere a pieno in che modo la popolazione del tempo viveva e per immergersi in un’atmosfera considerata ormai rarefatta. L’antico borgo inoltre, possiede numerosi beni, sia artistici che storici come la maestosa tela raffigurante la Vergine con  i SS. Cosma e Damiano ed il Bambino Gesù, una pietra su cui è scolpito un bucranio  (testa di vitello) o i resti delle muraglie.

Un po’ di storia

L’antichissimo borgo di Tocco Caudio, situato in provincia di Benevento di cui Plutarco parlò per primo definendolo come la «metropoli più importante», affonda radici nell’epoca dei Sanniti, nel IV secolo avanti Cristo. Come molte altre antiche cittadine italiane, il paese fu costruito su di una stretta e lunga collina; la sua posizione strategica che ne conferiva la facile difesa, lo rese un centro ambito da parte di numerosi e diversi conquistatori che, lungo il corso dei secoli, si impossessarono del borgo. La nota città medioevale, oggi disabitata, fu sfortunatamente flagellata da diversai terremoti che la rasero al suolo e ne eliminarono completamente  le testimonianze riguardanti l’architettura antica. Abbandonato definitivamente dopo il terremoto del 1980.

Curiosità

Tra i refoli di vento che accarezzano le macerie si colgono echi lontani di una leggenda antica di questo territorio, che ci parla delle Janare, le streghe, e dei loro Sabba lungo le sponde del torrente Jenga che lambisce la parte meridionale del borgo.

In zona è possibile trovare diversi agriturismi dov’è possibile gustare piatti tipici locali come la pasta fatta in casa, l’agnello alla griglia, gli asparagi che, spiccano per il loro gusto amaro, ed i funghi  accompagnati, da olio e conditi dai prelibati sapori del territorio D.O.C. che, trasformano Tocco Caudio una delle mete più ambite del Sannio. Infine, da non dimenticare assolutamente, è la festa in onore dei patroni della città che viene svolta nel mese di settembre.