Telese

Nel cuore della città termale

Dov’è

Telese Terme, chiamata fino al 1992 solo Telese, è situata al centro della valle Telesina, alla destra del fiume Calore. Sorge ai piedi del monte Pugliano, alle cui falde sgorgano delle sorgenti di acqua sulfurea che alimentano gli stabilimenti termali. All’estremità est del comune è presente il lago di Telese, di origine vulcanica.



Da non perdere

La visita a Telese Terme prevede una sosta al parco idrotermale, sito alle falde di monte Pugliano, è costituito da una vasta area dove sorgono diverse strutture. Il primo stabilimento dei “Goccioloni” fu seguito da un complesso più vasto attrezzato oggi per aerosolterapie, cure idropiniche e altri tipi di terapie.

Le Antiche Terme Jacobelli sono state fondate nel 1861 dal Cavalier Iacobelli. Dopo l’istituzione di Telese nel 1934, le Terme furono affidate al comune. Le pozze di acqua sulfurea si trovano tra il verde e le antiche mura, i vapori sulfurei si diffondono nello spazio circostante. Il luogo ha ospitato eventi musicali e cinematografici di rilievo come il Telesia Film Festival.

Lago di Telese

A circa 1 km dal centro di Telese, in direzione Solopaca, si trova il lago, molto frequentato per la pesca sportiva. Località turistica, da diversi decenni è simbolo della cittadina. Formatosi a seguito del terremoto del 1349, è di origine carsica e di forma circolare, ha un perimetro di 840 metri e una profondità compresa tra i 20 e i 30 metri; la sua superficie misura circa 49.000 metri quadrati. Una caratteristica del lago è il fatto che già presso la riva è alquanto profondo.

Resti della Cattedrale e Torre normanna: Tra i resti della Telesia medievale è da menzionare la massiccia Torre Campanaria, a base rettangolare costruita con materiali provenienti dalla Telesia romana decorata con motivi in laterizio e opus reticulatum in località Vescovado (via Roma).

Essa è quanto rimane della cattedrale della Santa Croce, edificata in epoca normanna e ricostruita successivamente assumendo il nome di S. Maria della Trinità. Fu definitivamente distrutta, per non essere più riedificata, dal terremoto del 1349: l’evento segnò il declino di Telesia, fino alla scomparsa del centro abitato, con conseguente diaspora della già esigua popolazione verso i centri viciniori, e anche la sede vescovile finì per essere trasferita in Cerreto.

Storia

Le origini di Telese vanno ricercate nella città romana di Telesia, importante centro che nel 215 a.C. fu riconosciuto urbs foederata (città alleata di Roma). I cospicui ruderi di Telesia si possono ancora oggi vedere a pochi chilometri da Telese Terme, nel territorio comunale di San Salvatore Telesino. Intorno al X secolo si ha notizia dell’edificazione di una Cattedrale che era sita fuori le mura di Telesia, nella zona dove attualmente sorge Telese Terme (via Roma). Nacque così un borgo fuori le mura di Telesia che si consolidò intorno alla Cattedrale, sede del vescovo e dell’antichissima diocesi telesina, risalente al V secolo.

Il terremoto del 1349 rase al suolo Telesia. Le numerose ed intense scosse, che si protrassero sino al 9 settembre dello stesso anno, provocarono degli episodi di sprofondamento e di sconvolgimento del suolo che originarono stagni, paludi, il Lago, delle emanazioni di anidride carbonica e di anidride solforosa che resero l’aria irrespirabile e la vita quasi impossibile. Le mofete nate a seguito del sisma del 1349 furono all’origine dell’abbandono di Telesia. Anche i vescovi abbandonarono la cittadina a causa delle numerose malattie che il clima malsano portava. Nel 1609 il vescovo mons. Giovanni Francesco Leone si rivolse alla Congregazione per i Vescovi chiedendo il definitivo trasferimento delle funzioni episcopali e canonicali da Telese a Cerreto Sannita, La Congregazione diede il suo assenso al trasferimento della diocesi da Telese a Cerreto il 22 maggio 1612. Telese, originariamente feudo dei Gaetano, nel 1487 passò ai Lagonessa e nel 1540 ai Caracciolo. Il feudo, ormai disabitato, venne messo all’asta per poi essere acquistato dai Grimaldi che lo aggregarono al feudo di Solopaca. I Grimaldi, che ressero Telese e Solopaca sino all’abolizione del feudalesimo nel 1806, governarono i due centri. Nel 1861 Telese era frazione di Solopaca, contava 494 abitanti. Alla fine del XIX secolo era stato aperto un ufficio postale, erano entrati in funzione gli stabilimenti termali, fu costruita una stazione ferroviaria. La rinascita di Telese portò i telesini a costituirsi in comitati per chiedere la separazione dal comune di Solopaca e l’istituzione di un comune autonomo. Dopo diversi anni, il 2 maggio 1931 il podestà di Solopaca concedette il suo nulla osta e con legge del 21 gennaio 1934 Telese venne eretta in comune autonomo. Nel frattempo nacquero alcune liti con il comune di San Salvatore per la proprietà delle sorgenti termali. La lite si concluse solo nel 1957 quando i comuni decisero di costituire un consorzio per la gestione del complesso idrotermale. Nel 1992, dopo un referendum, il comune cambiò denominazione, da “Telese” a “Telese Terme”.

Lo stemma e il gonfalone della Città di Telese Terme sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 14 luglio 2020.

«Stemma di cielo, alla torre della città di Telese Terme, vista di prospettiva, finestrata di quattro di nero, due per facciata, la facciata destra aperta dello stesso, detta torre attraversante sul monte Pugliano, il tutto sostenuto da una fascia diminuita di mattone, caricata di 14 rombi accollati e confinanti di pietra, fondata su una massa d’acqua d’azzurro, ondeggiata di verde. Ornamenti esteriori da Città.»

I primi studi sulle acque sono datati 1734, con la pubblicazione di “De acidulis telesinis, dissertatio” di Tommaso Bruni. Seguirono “Memorie sull’indole e sull’uso delle acque minerali di Telese” di Pietro Paolo Perugini, nel 1819 e “Guida medica per l’uso delle acque minerali di Telese” di Liborio Marone, nel 1857.

I fenomeni di vulcanismo secondario iniziati dopo il terremoto del 1349 causarono, in pratica, la scomparsa di Telesia per diversi secoli. Solo ai primi del XIX secolo gli studi compiuti sulle acque sgorganti dalle falde del Monte Pugliano, ricche di zolfo, giunsero alla conclusione che esse non erano dannose. Nel 1876 si avviò la costruzione delle Terme, le cui acque furono analizzate da Stanislao Cannizzaro e Francesco Mauro. L’impianto termale venne inaugurato nel 1883. Inoltre, sul Rio Grassano, fu creato un Parco Naturalistico, nel punto in cui il Torrente Cerro si affianca al Rio Grassano.

Curiosità

Si dice che un vero telesino non possa esimersi dal tradizionale rito di inzuppare i taralli locali in un fresco bicchiere colmo di acqua sulfurea. Nel XIX secolo, in piena Belle Epoque, a Telese nacque il fenomeno che i medici dell’epoca chiamarono “turismo dei soggiorni climatici”. Centinaia di bagnanti arrivavano dall’intera regione Campania, per accedere alle rinomate cure termali, motivo per cui fu presa la decisione di istituire un collegamento ferroviario diretto fra la stazione centrale napoletana e quella di “Telese-Cerreto-Bagni”. Poco prima dell’arrivo alla stazione telesina si staccava un binario della lunghezza di 1571 metri che raggiungeva l’ingresso delle terme cittadine, percorrendo il lato sinistro del viale, fra bellissimi e rigogliosi platani. Era questo il Treno dei Bagnanti. Il convoglio rappresenta la memoria storica della cittadina, il simbolo di un viaggio nella cultura, nel benessere e nella bellezza del centro termale telesino.

I bagnanti che raggiungevano le terme, dopo aver effettuato le varie cure terapeutiche, si intrattenevano a ballare, chiacchierare, rinfrescarsi tra i numerosi alberi che caratterizzavano il nuovissimo parco termale, ai piedi di monte Pugliano, lì dove a poche centinaia di metri sorgeva in bellissimo albergo che pure ospitava i bagnanti ed effettuava cure idropiniche, il Grand Hotel Telese, in stile Liberty. Prima di arrivare alle terme, in zona Quadrivio vi era un passaggio a livello con quattro semibarriere per consentire il transito dei convogli e delle locomotive in manovra in sicurezza. E proprio lì, sul treno dei bagnanti, saliva una signora, col consenso del capotreno, per vendere ai passeggeri i taralli prodotti in zona. La donna, pur di commerciare i prodotti tipici del territorio, raccontava che l’acqua sulfurea abbinata ai taralli esaltasse le proprietà terapeutiche. Una convinzione che è andata a maturare nel tempo, dando vita a una tradizione che è il senso ultimo della “telesinità”. Oggi come oggi, infatti, non vi è telesino che non beva un buon bicchiere di acqua sulfurea inzuppando al suo interno un tarallo locale. Nelle piccole botteghe presenti nel parco termale, si vendono buste, piccole o grandi, di biscotti salati proprio in vista del tuffo nel buon bicchiere di dissetante acqua telesina.

Molto importante è l’annuale festa del patrono di Telese ovvero Santo Stefano un evento che accomuna tutti i telesini uniti nel festeggiarlo. In questo periodo la citta viene illuminata da svariate luci colorate sparse lungo il viale principale e dintorni oltre che vengono aggiunti stand e chioschetti dediti alla vendita di prodotti tipici e oltre.

Un’importante ricchezza naturalistica è rappresentata dalle doline, che sono cavità di origine carsica dovuta direttamente all’erosione delle rocce calcaree da parte delle acque Meteoriche Filtranti attraverso finiture o a cedimenti delle stesse in seguito dissoluzione di Calcari da parte di acque circolanti nel sottosuolo.

Le doline in valle Telesina costituiscono anche ricchezza storica e turistica, ma soprattutto geologica, sono infatti visitate e studiate da esperti italiani ed europei. Le doline di Montepugliano sono enormi crateri situati tra i comuni di Castelvenere, San Salvatore Telesino e Telese Terme. Esse sono meta di escursioni per gli appassionati di fenomeni naturali in quanto creano dei corridoi ecologici, cioè zone di collegamento che permettono alle specie faunistiche di spostarsi da una zona all’altra. Infatti funge da collegamento tra il parco REG. Del Matese e il parco REG. Del Taburno Camposauro e da ciò deriva la sua grande importanza ambientale.