San Giorgio La Molara

A Spasso tra paesaggi naturalistici mozzafiato

Dov’è

San Giorgio La Molara incarna l’essenza di un piccolo borgo italiano, con la sua storia affascinante, la bellezza naturale e l’autenticità che catturano il cuore di chiunque abbia il privilegio di visitarlo.

Sorge sulla sinistra del Tammaro e tra i suoi tributari Tamaricchia a nord e Drago a sud, in cima ad una verde montagna, dalla quale si possono ammirare i paesi e i monti circostanti. L’esteso territorio di San Giorgio La Molara domina l’alta valle del Miscano, occupata in epoca antica da abitanti che, in epoca barbarica, si rifugiarono sulla cima della collina oggi occupata dal paese. Il territorio comunale, piuttosto ampio, si estende nell’entroterra fi no al torrente Ginestra, nell’alta valle del Miscano.



Da non perdere

La visita al centro storico da cui si possono ammirare paesaggi naturalistici mozzafiato e il lago Mignatta, immerso nel verde, è un vero e proprio salottino naturale per la comunità, che si mantiene in totale armonia con l’ambiente circostante. Il lago semi artificiale oggi è un luogo di aggregazione e relax per chi vuole fare una passeggiata, per gli sportivi, per le famiglie che possono contare sull’appoggio di alcuni servizi e per i pescatori, amanti delle acque tranquille.

Uno dei momenti migliori per visitare il lago di Mignatta coincide con la festa della Trebbiatura, organizzata dalla Pro Loco di S.Giorgio la Molara a metà giugno. In questa occasione, alla bellezza del luogo si aggiungono i sapori del territorio, uno fra tutti quello della carne Marchigiana Igp, uno dei simboli della produzione agroalimentare della zona. Ma anche l’inverno regala momenti magici: quando il lago si copre di una brillante lastra di ghiaccio e tutt’intorno è caduta la neve.

Storia

Sorge sulla sommità di un colle dell’Appennino sannita, tra le valli attraversate dai torrenti Tammarecchia e Sanzano; l’agricoltura ha sempre costituito la prima fonte di reddito di questo territorio, grazie ad un’intensa produzione di cereali ed una considerevole presenza di oliveti e vigneti. Ritrovamenti archeologici attestano la frequentazione in epoca romana, ma l’abitato si sviluppa come luogo fortificato solo in età normanna; feudo dei Gaetani, dei Carafa, dei Caracciolo. Ferdinando IV di Borbone sottrasse poi queste terre al potere feudale, donandole al Cardinale Fabrizio Ruffo, i cui familiari lo conservarono fi no all’abolizione dei diritti feudali. A pochi chilometri dal centro abitato si trova il bellissimo lago di S. Giorgio, circondato da alberi e prati e frequentato in ogni periodo dell’anno.

Nella contrada “Piano delle Terre” vi era una sorgente di acqua sulfurea potabile. Fino al XIX secolo era denominata San Giorgio della Molinara. I Sanniti Pentri (dalla radice celtica pen: “altura” ovvero “popolo dei monti”) erano il cuore del popolo sannita che abitava il centro del Sannio. Temibili, coraggiosi e duri, erano la forza rocciosa della nazione. Considerando che il loro territorio si estendeva a sud del massiccio del Matese, che i Pentri erano stanziati lungo il fiume Tammaro e che è stata scoperta nei pressi di Bojano (CB) lungo il percorso del Tratturo Pescasseroli-Candela una nuova necropoli risalente al IV-III secolo a.C., è ragionevole ipotizzare che il genotipo del popolo di San Giorgio la Molara sia dei Sanniti Pentri. L’affermazione della presenza, nei sangiorgesi, del patrimonio genetico dei Pentri viene rafforzata anche dal fatto che, intorno al 180 a.C., il territorio abitato era nei pressi di Colle Sannita, che si trova non molto distante da Bojano, ritenuta l’antica capitale dei Pentri.

San Giorgio la Molara fu possesso feudale delle famiglie: Gaetani dell’Aquila d’Aragona (XV secolo1543), Carafa dei principi di Stigliano (1543-1569), Cossa (1587-1620), Caracciolo (1620-1764) e infine al cardinale Fabrizio Ruffo nel 1801 sino alla fine della feudalità nel 1806. Nel 1626 San Giorgio fu concesso in titolo di ducato a Giovanni Caracciolo.

Curiosità

San Giorgio La Molara è stracolma di cultura e tradizione, a settembre possiamo trovare la festa di San Rocco, santo patrono del comune. Durante questa celebrazione, le strade si inondano di suoni, colori e profumi. Le persone indossano abiti tradizionali e danzano. I visitatori possono degustare le specialità locali, come i “cavatelli” e i dolci tradizionali. I piatti tradizionali, sono ricchi di sapori e raccontano la storia del territorio. Troviamo il “caciocavallo podolico”, prodotto con il latte di vacche podoliche, e il “tartufo di San Giorgio la Molara”, tubero pregiato usato per molti piatti tipici. Festa della Marchigiana La Sagra all’insegna del gusto, con varietà di piatti a base di carne marchigiana proveniente dai capi del territorio, rigorosamente certificati e preparate da sapienti chef che ne esaltano il gusto e la qualità come: arrosti, costate, braciole, spezzatino e altro ancora. Le serate saranno allietate da musica popolare.

A San Giorgio La Molara troviamo un esempio di turismo sostenibile. Il comune adotta delle politiche per la tutela dell’ambiente e per risaltare le risorse locali, spronando le energie rinnovabili. Sono state create strutture in stile eco-friendly, che offrono ai visitatori di vivere appieno contatto con la natura. Immersa nella natura, offre paesaggi mozzafiato. San Giorgio La Molara è ricco di colline, valli e boschi, che invita chiunque a esplorare la sua bellezza. Il Monte Caruso, offre sentieri escursionistici per tutti i livelli, con panorami mozzafiato.