Limatola

Il castello medievale tra attrazioni e storia

Dov’è

Il paese nasce ai piedi di una collina sovrastata dal castello medievale alla guardia del fiume Volturno. Limatola è, quindi, circondata dal massiccio del Taburno, dal Monte Maggiore e dai Monti Tifani: diventando una delle porte del Sannio beneventano verso l’area metropolitana di Napoli. Il suo nome deriva da limata, in latino limatula, ovvero la sabbia o un luogo sabbioso. Limatola è costituita da quattro frazioni: Biancano, Limatola, Ave Gratia Plena e Giardoni. Il territorio si presenta per il 30% collinare e per il restante pianeggiante.

Di antica origine, nel territorio comunale sono stati rinvenuti numerosi reperti risalenti all’età sannita e romana.



Da non perdere

Limatola, immersa nel verde tra il fiume Volturno e i Monti Tifatini, è la meta ideale per chi vuole trascorrere qualche ora all’aria aperta. Il centro è noto anche per la freschezza e salubrità delle acque delle fontane. Le fontane principali sono quella di Margherita de Tucziaco e quella di Biancano, entrambe presentano degli abbeveratoi per animali e dei lavatoi in pietra risalenti al XVII sec.

Tra i monumenti più interessanti vi è il Castello medievale. Nelle mura del maniero che si è sviluppato intorno ad una torre longobarda (sec. X), si legge, perfettamente, la sua storia: dal periodo romanico a quello gotico, a quello rinascimentale. All’interno della corte alta si trova la chiesa di San Nicola “intra castrum”, a due navate, cui si accede attraverso un bel portale romanico.

La chiesetta appare in chiare forme rococò ed ospita l’opera pittorica più importante che si trova nel Comune di Limatola: il polittico di Francesco da Tolentino (1527).

Il Castello che è di proprietà privata, dal 2010, dopo cinque anni di restauro è stato aperto al pubblico come luogo per eventi, cerimonie, meeting, oltre ad ospitare un ristorante à la carte ed un albergo.

La Chiesa dell’Ave Gratia Plena, consacrata nel 1404, sorta per volontà della popolazione locale merita una visita. All’epoca barocca risale il campanile (1764). L’interno a tre navate è ricco di stucchi barocchi. Notevole l’altare maggiore in marmi policromi del 1700 e la grande sacrestia neoclassica. Dal 1977, la chiesa è di proprietà del Comune.

Nel centro storico si trova la vecchia Chiesa di San Biagio, che, come la Chiesa del Castello, è già documentata nella bolla di Sennete del 1113, a delimitazione della diocesi di Caserta.

Oggi, non conserva più l’originario aspetto romanico, ma un impianto rinascimentale, dovuto agli interventi dei duchi Gambacorta.

Nella piazza principale di Limatola, si trova la nuova Chiesa di San Biagio, inaugurata nel 1965. La chiesa come quella di Sant’Eligio a Biancano, costruita nei primi anni Quaranta del XX sec., è stata voluta da Mons. Salvatore Carrese (1914-1989), un instancabile limatolese. Per ricordare Mons. Carrese è stato realizzato un mezzo busto in bronzo che è stato posto all’esterno della chiesa di San Biagio, a sinistra della porta principale.

Nel 2000, in occasione del Giubileo, fu fatta realizzare un’imponente campana, che si può ammirare ai piedi del campanile. La campana, benedetta da Giovanni Paolo II, per dimensioni è la quinta in Italia.

A Biancano su un colle da cui si gode di uno spettacolare scorcio della vallata del medio Volturno verso Capua, sorge la vecchia chiesa di Sant’Eligio (sec. XVI). È una piccola chiesetta a navata unica e cupola emisferica su presbiterio quadrato. Vi sono alcuni affreschi tardo rinascimentali, di stampo popolare.

A Limatola sono ricercate le attività artigianali legate alla lavorazione del legno, della pietra e del ferro. Negli ultimi anni si è registrato un ritorno alla pastorizia e alla terra con produzione di ortaggi, frutta e conserve.

Storia

Sulle origini del nome esistono due scuole di pensiero. C’è chi fa derivare Limatola da “limo” ovvero terra limacciosa, fertilizzata dal fiume e chi, invece, intende terra levigata, spianata dal fiume. La prima ipotesi sembra essere la più coerente con la tradizione linguistica e dialettale di queste terre.

Limatola è documentata già in epoca longobarda come presidio militare del Principato di Capua, al confine con il Ducato di Benevento, anche se alcuni ritrovamenti archeologici attesterebbero l’importanza della zona già nel periodo romano.

Con la costituzione della Contea di Caserta, ne segue le vicende dinastiche, prima con la Casa Longobarda, poi con i Lauro (ramo cadetto dei Sanseverino) e i Della Ratta (fino al sec. XV).

Acquisita per matrimonio dai Gambacorta, conobbe un rinnovato splendore nei secoli XVI e XVII.

Passata al Demanio regio (1734) fu acquistata dai Mastelloni, cui successero i Lattieri D’Aquino e i Carafa, fino all’emersione della feudalità (1806).

Con l’Unità d’Italia, Limatola fu aggregata alla provincia di Benevento.

Negli ultimi decenni del secolo scorso, il centro sannita a vocazione agricola (produzione di frutta, ortaggi e tabacco) si è trasformato in una realtà industriale legata al mondo del cablaggio per auto e della seta.

La crisi economica ha portato alla chiusura di queste aziende, ma nuove realtà produttive di eccellenza si sono insediate, affiancando le piccole e medie imprese già operanti nel territorio.

Curiosità

Il Castello di Limatola oggi è una location da sogno per matrimoni, offrendo la possibilità di celebrare sia riti civili che religiosi in ambienti storici come la Sala Museo Garibaldi o la Chiesetta Palatina di San Nicola​​.

Da nove anni, si svolge “Cadeaux al castello”, un mercatino di Natale che unisce artigianato di qualità e gastronomia. L’evento richiama centinaia di migliaia di visitatori da tutt’Italia, in uno scenario unico, il castello di Limatola.

La Festa della Consacra è una manifestazione secolare, legata alla celebrazione della consacrazione della chiesa Ave GratiaPlena (XV sec.) Si tiene ogni terzo fine settimana di Luglio. Da un paio di decenni, contemporaneamente alla festa si organizza la sagra dello Sgabbeo, una gustosa pizza fritta con la mortadella.

Il Carnevale di Limatola coinvolge nella sua organizzazione centinaia di persone. Tre i giorni di festeggiamenti, tra sfilate di carri e grande divertimento in piazza, con majorettes, suonatori di botti, rappresentazioni teatrali, canti e balli folkloristici.

La tradizione culinaria del paese, quindi, si mostra piuttosto ricca:

A cubaita” preparata sciogliendo miele o zucchero, per poi versare dei semi di sesamo e mandorle e mescolare sino all’ebollizione. Quando tutto è amalgamato versarlo su un piano umido e spianarlo fino a raggiungere lo spessore di un centimetro circa, quindi tagliarlo e servire freddo.

La milza imbottita: milza farcita di prezzemolo, aglio, peperoncino, menta tritata e sale. Essa viene dorata in olio con l’aggiunta di aceto e vino fino a cottura. Essa viene servita fredda e coperta dal sugo.

Le Graffe fatte con patate, burro, latte, farina, uova, lievito, sale, zucchero, buccia di limone grattugiata, olio, zucchero per la decorazione. Sono, in sostanza, delle ciambelle con impasto di patate cotte al forno.

Tra i vicoli del suo antico borgo, durante il periodo natalizio, i visitatori possono degustare i roccocò, dolci tradizionali natalizi, le zeppole, soffici e aromatiche, e gli struffoli, piccole sfere di pasta fritte e ricoperte di miele. Questi sapori, radicati nella tradizione locale, offrono un vero e proprio viaggio sensoriale tra dolcezza e storia.

Tour del centro storico