Sassinoro

Un tuffo tra paesaggi naturalisti mozzafiato ed un piccolo borgo

Dov’è

Sassinoro è uno dei comuni più piccoli della provincia di Benevento sia dal punto di vista abitativo che territoriale, la maggior parte del territorio comunale è collinare come la pianura di Colle di Prato detta dagli abitanti “ La Pianella” ove si può trovare un piccolo lago artificiale frequentato dagli appassionati di pesca.

Circondato dalle splendide campagne della vallata del Tammaro, piena di boschi di ceduo e di cerro, con una ricca fauna e lambito dai corsi di fiumi, quali il Tammaro ed i suoi affluenti, si eleva il paese, caratterizzato da stradine strette e silenziose, dove il tempo sembra si sia fermato.

 Sassinoro è delimitato da due corsi d’acqua naturali: La Sassinora che lo separa dal comune di Morcone e il Rio Fratto che lo separa da comune di Sepinio, entrambi i torrenti sono affluenti del Tammaro. All’interno del territorio comunale si contano ben tredici sorgenti d’acqua lungo le pendici settentrionali, sfruttate nel periodo estivo che vanno ad immergersi nel fiume Tammaro.



Da non perdere

Il Santuario di Santa Lucia è sito in una località suggestiva, circondata dai boschi di querce. La sua edificazione è dovuta a una leggenda secondo cui in questo luogo, nel XVII secolo, alcuni pastori scoprirono una grotta nascosta nella fitta vegetazione. All’interno della grotta assistettero all’apparizione di Santa Lucia e di San Michele Arcangelo. I pastori, tornati dopo alcuni giorni nella grotta, trovarono delle raffigurazioni dei due santi impresse nella roccia. ove nacque fin da subito un luogo sacro, All’interno è ancora visibile la grotta dove i pastori ebbero in visione Santa Lucia e San Michele, raffigurati su due sculture in marmo di Carrara. Interessanti sono le vetrate policrome che narrano tramite le immagini la leggenda che ha portato all’edificazione del luogo sacro.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Sita in piazza IV Novembre, fu edificata in epoca incerta e venne rifatta dopo il sisma del 1688. Nel 1741 fu ampliata mentre nel 1849 divenne sede della Congrega della Santissima Vergine delle Grazie. La chiesa è preceduta da un sagrato semicircolare ed è stata costruita tutta con l’uso di pietre locali. La semplice facciata a capanna è sovrastata da un modesto campanile a vela. Al suo interno è custodita una pregevole scultura lignea in stile bizantino raffigurante la Vergine.

Chiesa di San Michele Arcangelo

Chiesa arcipretale, fu costruita su un’antica cappella dedicata a Gesù Redentore. Nel XVII secolo, dopo l’apparizione di San Michele nella grotta dell’odierno Santuario di Santa Lucia, si decise di intitolare l’edificio a San Michele Arcangelo. Fu rifatta dopo il sisma del 1688 e ancora dopo quello del 1805. La facciata in pietra locale presenta una parte centrale avanzata rispetto al resto della costruzione.

Percorsi naturalistici

Il territorio di questo comune, essendo formato in gran parti da piccole valli e colline dominate dal monte Rotondo, ha molte sorgenti d’acqua lungo le pendici settentrionali dello stesso, ove se ne contano fino a tredici, freschissime e abbondanti, vengono usate per l’irrigazione nel periodo estivo e vanno a gettarsi nel fiume Tammaro. Il comune è perciò sicuramente ricco di acque e si possono trovare come detto molte sorgenti naturali, tutte al di sopra degli 800 m s.l.m. Senza dubbio simbolo di ciò è la grande fontana che si trova nella piazza principale del paese, piazza IV Novembre, anche se su tutto il territorio comunale si contano una quindicina di fontane e nel centro abitato un elemento caratteristico sono i “fontanili” che sono dislocati in ogni rione. Le sorgenti sono così abbondanti in questa terra che il paese riesce a soddisfare autonomamente le sue esigenze idriche; un tempo riuscivano a garantire anche il funzionamento di tanti mulini, ora in disuso.

Il maggior corso d’acqua è senza dubbio il fiume Tammaro che lambisce a sud il centro abitato e bagna per circa 7 km il territorio comunale, facendo anch’esso, per un certo tratto, da confine naturale con il territorio comunale di Morcone a sud-ovest.

Corsi d’acqua minore sono i due maggiori torrenti che scorrono nel territorio comunale sassinorese, il Rio Fratto e la Sassinora, entrambi affluenti del Tammaro, che durante il periodo estivo hanno una ridottissima portata d’acqua per poi invece incrementarsi d’inverno. Inoltre per chi il proprio hobby fosse la pesca il posto in cui può praticarlo è il lago di Decorata. Ma camminando per le vie del borgo ti ritroverai in un luogo plasmato selvaggiamente da madre Natura sia tra le note cascate, piscine e grotti naturali, e  dal Ponte di Annibale che, secondo la leggenda e i racconti di Polibio, sarebbe stato attraversato dallo stesso Annibale mentre si recava al Monte Cigno per mettere al riparo il suo bottino di guerra

Storia

Di origine sannita, abitato nel periodo romano, come dimostrano i reperti che continuamente vengono alla luce, Sassinoro ebbe il suo sviluppo urbanistico nel periodo longobardo, legando il suo nome ad una colonia di Sassoni che, al seguito di Alboino, qui si stanziarono.
Appartenuto prima all’Abbazia di S. Sofia nell’XI secolo, infeudato poi a vari signorotti, subì gravi distruzioni dai terremoti del 1456 e 1805.
Il nucleo abitativo del centro storico, si è sviluppato dopo il terremoto del 1805.
A seguito dell’eversione della feudalità, fu aggregato al Molise, divenendo, dopo l’Unità d’Italia, comune della provincia di Benevento.

Il suo nome deriverebbe dai Sassoni un piccolo popolo germanico sceso in Italia a seguito dei Longobardi. Ma addentrandosi nelle vie del centro si può ammirare l’antico borgo medioevale.

Curiosità

FESTA PADRONALE:

A Sassinoro si festeggia San Michele Arcangelo. La festa patronale è nel mese di Maggio

13ESIMA EDIZIONE DI “PAESI DELL’ACQUA 2021”:

Nella cittadina dell’Alto Tammaro sannita si animerà un ampio dibattito pubblico sul tema della tutela delle risorse idriche e dell’ambiente. Nel corso dei convegni ciascuno dei partecipanti porterà la propria esperienza ed il proprio contributo: Verranno messe confronto, nello sforzo di coniugare innovazione e sviluppo, le esperienze e le buone pratiche in materia di tutela.

PIATTI TIPICI:

La Z’a Onta: a base di peperoni sott’aceto e carne di maiale;

 la pasta fresca Taccozze: con fagioli oppure con i ceci;

la Cacchiarella: una pizzetta rustica fatta con farina di mais.