Ceppaloni

Nell'incantevole borgo medievale

Dov’è

Il paese di Ceppaloni sorge su un territorio prevalentemente collinare situato tra la valle del Sabato ad est e la valle del torrente Serretelle ad ovest. Il paesaggio è dominato da terreni incolti con boschi di querce e castagni. Tutto il borgo medievale sorge intorno al Castello, situato nella parte più alta del paese. Esso raccoglie il passato e l’identità della comunità diventando, inoltre, motivo di orgoglio per i cittadini. Ceppaloni, data la sua estensione, dispone di meravigliosi centri storici sia nelle singole frazioni che nei piccoli borghi. Il più antico è sicuramente il Centro storico di Barba che domina sulla Valle del fiume Sabato e che, secondo la leggenda, fu luogo di perdizione per le streghe: le Ianare.



Da non perdere

Tutto il borgo medioevale gravita intorno al Castello normanno, che è situato nella parte più alta del Paese. Ceppaloni, per sua fortuna, dispone di bellissimi centri storici, sia nelle singole frazioni che nei piccoli borghi. Il più antico è sicuramente il Centro storico di Barba (antica BALBA o poi VALVA ossia il guscio della conchiglia che si apre, come lo stretto di BARBA). Barba, antico centro strategico, domina la Valle del fiume Sabato. Secondo la leggenda, proprio nello stretto di Barba avvenivano i riti delle streghe detti “SABBA” ossia luogo della perdizione.

Oltre al castello con il suo borgo di origine medievale, Ceppaloni conserva vari edifici storici, in particolare le chiese: S. Nicola Vescovo (XIII-XVI secolo), SS. Annunziata (XVI secolo) in Ceppaloni capoluogo, S. Giovanni Battista (medievale, ricostruita nel XVIII secolo) in fraz. S. Giovanni, Maria SS. del Rosario (XVII secolo, ricostruita nel XVIII e XIX secolo) in fraz. Beltiglio, Maria SS. Assunta (1950) in S. Croce e la Cappella dell’Immacolata in Barba (1861 c.a).

Storia

Le prime notizie storiche su Ceppaloni risalgono alla fine dell’VIII secolo. Durante il periodo longobardo dipendeva dal gastaldato di Benevento. Significativa la presenza in epoca medievale di varie chiese monastiche appartenenti all’abbazia di Santa Sofia e all’abbazia di San Modesto di Benevento (IX-XIV secolo).

Il toponimo Ceppaloni è di incerta origine. Tra le ipotesi più accreditate: Cepalonis deriverebbe dal gentilizio latino Caeparius e dal suffisso prediale –anus, da cui Caeparanus (fondo di Caeparius) oppure da Cippus leonis, ossia “cippo del leone”, ove cippo è nel significato di altura, monte oppure di cippo, colonna.

Il territorio ceppalonese comprende, oltre Ceppaloni capoluogo con il suo borgo medievale dominato dal castello normanno dell’XI secolo, i casali, oggi frazioni, che hanno anch’essi origine medievale: Barba (l’antica Balba o Valva ove tra il XII e il XV secolo esisteva un castello), Santa Croce, San Giovanni e Beltiglio (un tempo San Bartolomeo, poi Chianche).

Ceppaloni con il suo castello si trovava in posizione strategica confinando con la pontificia Benevento e controllando la sottostante via Antiqua Maiore che da Benevento conduceva ad Avellino, attraverso il vicino stretto di Barba. Per tale motivo venne più volte coinvolta nelle guerre tra papato e impero e poi tra angioini e aragonesi. Ospitò personaggi famosi: Ruggero II, papa Onorio II e Alfonso V d’Aragona, I re di Napoli.

Fu possesso feudale prima dei Fraineta e poi dei Bussone nel XII secolo. In due periodi, agli inizi del Duecento, fu occupata dalle truppe pontificie di Benevento. Venne quindi riconquistata con la violenza da Federico II. Sotto gli angioini fu concessa in feudo a vari militi francesi. Fu poi possesso degli Stellato (XIII-XIV secolo), dei Della Marra (XV-XVI secolo), dei D’Avalos (XVI secolo), dei Coscia (XVI-XVII secolo) ed infine dei de Lagonissa o della Leonessa (dal 1633 al 1806).

Famiglie appartenenti alla nobiltà e ai notabili locali furono, alla metà del XVI secolo: Cacaro, Civita, Cutillo, de Juliis, de Dionisio, de Tocco, de Rubbo, Ferraguto, Margiotta, Russo (Rubeo), Santo Gemma, Stellato; dal sec. XVII al sec. XIX: Stellato, Sellitto, Iannotti, Venaglia (estintasi nella famiglia Zerella).

Secondo la leggenda, proprio nello stretto di Barba avvenivano i riti delle streghe detti “SABBA” ossia luogo della perdizione. Le streghe, secondo la tradizione, erano donne imparentate con il demonio. La loro patria d’elezione è Benevento e, a quanto pare ed ancora oggi, non si è mai del tutto conclusa la capacità umana di credere nel magico e nel demonio. Le streghe sacrileghe esercitavano un dominio sull’uomo grazie ai loro rapporti con il diavolo (o pseudo diavoli). E proprio nello stretto di Barba, all’ombra di secolari alberi di noce, le streghe più audaci, spalmate di unguento magico, composto da latte di asina e carne di lupo, amoreggiavano con i diavoli o con lo stesso satana, per poi bivaccare e danzare sfrenatamente fino alle luci dell’alba. Nel Sannio le streghe venivano chiamate “IANARE”. L’albero sacrilego fu fatto distruggere da San Barbato, vescovo di Benevento. Secondo alcuni studiosi il “SABBA delle Streghe” del Sannio deriva dal culto dell’Egiziana ISIDE dea della luna e della magia, guaritrice del Dio SOLE.

Sotto lo stretto di BARBA passava la “via antique maiore” che da Benevento raggiungeva Avellino e poi Salerno. Documenti del X° ed XI° Sec., citati dallo storico Scandone, dimostrano l’importanza di questa via, che univa l’Appia (Regina viarum) con la via “Capua o Brutium”.

BARBA ha dato i natali a Padre Innocenzo Polcari, insigne gesuita, grande poeta,latinista, il quale amò tantissimo la sua terra natia ed a cui dedicò tantissime poesie.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 5 novembre 1981. Nello stemma comunale è raffigurato un monte di tre cime all’italiana d’argento, ristretto, sormontato da una stella d’oro a cinque raggi. Il gonfalone è un drappo di bianco.

Curiosità

La festa più importante è Tartufo al Borgo, una manifestazione artistico-gastronomica organizzata dal comune di Ceppaloni. L’evento punta i suoi riflettori sul prodotto più ricercato ed apprezzato: il tartufo bianco pregiato. Il programma di “Tartufo al Borgo” a Ceppaloni si rivela come un magnifico viaggio enogastronomico, un’autentica celebrazione del tartufo, gioiello della cucina italiana.

Questo evento trasforma il borgo medievale in un vivace epicentro culinario, offrendo agli ospiti un’esperienza indimenticabile. Il tutto è accompagnato, spesso, da conferenze che offrono una prospettiva culturale ed ecologica, integrando la gastronomia con tematiche ambientali e territoriali. Il “Percorso del Gusto, invece, invita il visitatore ad un viaggio sensoriale per esplorare nuove combinazioni gustative. Il tutto è accompagnato da un’atmosfera festosa creata dalla musica itinerante per le strade del borgo. Altro programma molto interessante è l’esperienza della cerca e cavatura del tartufo che mette in contatto diretto con la natura i partecipanti.

I piatti tipici legati all’antica tradizione, quindi, sono: Uova al tartufo e parmigiano con tartufo bianco: il filetto di maiale al tartufo bianco, la trota al tartufo bianco, i crostini al prosciutto cotto e tartufo e la polenta e formaggio fritto con tartufo.