Casalduni

Tra storia, tradizione e natura

Di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra.”

Cit. Enrico Cialdini, da “14 Agosto 1861: di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra” – R. Fortuna


Dov’è?

Casalduni si dispone lungo le due sponde di un torrente, con le sue 23 contrade, è uno dei paesi della provincia con la più vasta estensione rurale, costellato di viti, ulivi e castagni. Il paesaggio, complessivamente è privo di asperità alternato da piccole chiazze di boschi. Nei pressi della località chiamata “Terravecchia”, in mezzo ad una zona boschiva, scorre il torrente Alenta. In un punto, caratterizzato dal suolo irregolare, l’Alenta forma delle cascate che costituiscono un’attrattiva turistica. La sua origine feudale, di epoca normanna, è testimoniata dalla presenza del castello turrito. Il paese è noto per la terribile strage del 14 agosto 1861 che riguardò anche Pontelandolfo e Campolattaro, quando furono massacrati per ritorsione 400 cittadini per mano del Regio Esercito.

Da non perdere

Da vedere è il centro storico ed il Castello Ducale che, recentemente restaurato, colpisce il visitatore per l’imponenza dello stesso e per la gradinata d’accesso che conduce al portone d’ingresso. Da qui si accede ai piani superiori dove, attraverso le antiche finestre rettangolari con ornie in pietra scolpite, si ammira, in un incantevole paesaggio, la valle circostante. Alla fortezza sono associate due torri di avvistamento; una nei pressi del castello e l’altra in contrada Ferrarisi , dove si trova una taverna costruita secoli fa e utilizzata per il ristoro di soldati, commercianti e allevatori. Suggestivo, oltre la torre cilindrica angolare, è il tratto dell’antico camminamento di ronda. Da vedere, inoltre, è la chiesa dell’Assunta, semplice nella facciata: oggi è il risultato di una serie di restauri e ricostruzioni avutisi nel corso dei secoli. Altri edifici di culto degni di menzione sono: la chiesa di San Rocco e la chiesa di santa Maria della Consolazione.

Un po’ di storia

L’origine del comune è incerta. Esisteva già al tempo dei Normanni ed era suffeudo di Tommaso di Fenuccio. Questo feudo dipendeva dalla baronia di Guglielmo di Rampano che possedeva Ponte, il comune più vicino. La prima menzione di Casalduni in un documento ufficiale risale al 1335, in una bolla di Papa Clemente V, in riferimento alla delimitazione del territorio di Benevento (Castrum Casaldonis). II nome rivela la sua natura di casale, vale a dire “terra abitata senza una propria autonomia“, appartenente a chiese e monasteri, senza corte di coloni asserviti alla gleba o forse a qualcuno dei Longobardi o dei Normanni conquistatori. Nel Casale il numero degli abitanti crebbe rapidamente e quando gli Angioini conquistarono il Sud Italia, gli diedero il nome di Casalduni, ovvero “Casal-di-uni” (Casale-di-uno).
Il terremoto del 1688 distrusse anche Casalduni e rimase in piedi solo il castello feudale e le chiese di San Rocco e di S.
Maria della Consolazione. Per le vicende del 1860 questa terra ebbe molto a soffrire e, il 14 agosto 1861, fu saccheggiata e messa a fuoco. Nell’agosto del 1860 infatti i fautori del caduto regime borbonico spingevano le popolazioni del luogo alla rivolta che scoppiò a Pontelandolfo, il comune più vicino. Qui un drappello di soldati piemontesi, comandati dal luogotenente Cesare Augusto Bracci, trovò rifugio nel castello ma, una volta uscito per mettersi al sicuro, fu massacrato nei pressi di Casalduni tra torture e sevizie. Il Generale Cialdini allora ordinò la completa distruzione sia di Casalduni che di Pontelandolfo. I due comuni furono depredati persino degli arredi sacri e infine incendiati.

Curiosità

Il gruppo folk “Fontanavecchia”, nato nel 1987 come gruppo di ricerca delle tradizioni popolari della propria terra per riscoprire le radici storico-culturali del proprio paese e il quale vanta grandi successi a livello internazionale. Il gruppo prende il nome da una vecchia fontana situata nel centro del paese che in passato costituiva un importante punto di ristoro per i viandanti e luogo di incontro e socializzazione di intere generazioni