Buonalbergo

Tra storia e bellezze naturalistiche

Dov’è

Buonalbergo è un piccolo comune della provincia di Benevento. Sorge sul ripido fianco del monte San Silvestro, nei pressi del vallone che dal colle detto monte Chiodo scende nella valle del fiume Miscano.


Da non perdere

Il centro storico, cinto da ben tre quartieri: Terravecchia (che nasce come centro amministrativo), Casale (centro religioso) e Santjanni (dove si concentrano le attività commerciali). Tra gli edifici civili del patrimonio storico architettonico spicca il seicentesco palazzo Spinelli, tra quelli religiosi il santuario della Madonna della Macchia.

Il Santuario della Madonna della Macchia: il santuario sorge immerso nella natura, nel luogo esatto in cui secondo una leggenda avvenne un miracolo: una pastorella muta ritrovò la parola alla vista della statua della Madonna, nascosta in quel luogo dai Crociati di ritorno dalla Terra Santa, esattamente in una “macchia” di alberi (da cui deriva il nome). Fu quindi eretto e dedicato alla Madonna della Macchia, che divenne la Patrona di Buonalbergo. Al suo interno è conservata una statua lignea bizantina del 1100, che raffigura la Vergine con in braccio il Bambino, coperta da un manto che lascia scoperte soltanto le teste di entrambi.

Ponte delle Chianche: un ponte romano posto lungo la via Traiana che attraversa Buonalbergo. Del ponte antico sono visibili ancora tre arcate. Oggi purtroppo versa in parziale stato di abbandono e precarietà, soprattutto da quando nel 2015 una forte alluvione ha causato lo spostamento di numerose pietre, trasportate dal torrente in piena.

Area archeologica di Monte Chiodo: qui è stato riconosciuto un insediamento preromano, identificato con l’antica città sannitica di Cluvia, che nel Medioevo lasciò il posto ad un insediamento fortificato chiamato Montegiove.

Storia

Sebbene le origini storiche risalgono al neolitico, si ha traccia dei primi insediamenti durante il periodo sannita. Fu sede, con molta probabilità, dell’antica città di CLUVIA, posta nel punto di confluenza di vie di comunicazione naturali tra le terre di Irpini, Pentri, Caudini e Dauni e divenuta, dopo le guerre sannitiche, colonia romana. Sotto l’imperatore Traiano divenne importante centro per lo scambio dei prodotti agricoli, quando costruendo la via Traiana che collegava Benevento a Brindisi ne fece passare il tracciato lungo il territorio di Buonalbergo.

In seguito ospitò l’insediamento chiamato LOCUS ALIPERGUS, fondato probabilmente intorno all’anno mille da profughi provenienti da alcuni villaggi circostanti, distrutti dai barbari. Amministrata a lungo da una stirpe di conti normanni fedeli agli Svevi, fu distrutta nel 1266 con la vittoria degli Angioini e fu frazionata per volontà del papa. Cadde successivamente sotto l’egida dei Di Tocco e fu poi portata in dote a Giovanni Spinelli di Salerno (1298). Donata nel 1390 da Luigi d’Angiò a Pietro Macedonio, fu venduta nel 1414 alla famiglia Guevara, che la tenne per oltre un secolo. Nel 1515 il re di Napoli firmò il decreto di riedificazione dell’abitato sul monte San Silvestro, dove è attualmente ubicato. Venduta nuovamente agli Spinelli, passò nel 1727 ai Coscia. Nel 1860 proclamò, prima in tutta la provincia, il governo provvisorio irpino e inseguito fu il primo paese della provincia ad innalzare il tricolore.

Curiosità

Il toponimo, di chiara etimologia, si riferisce alla caratteristica del borgo di buon  “albergo” per i profughi dei villaggi vicini, che vi si trasferirono nell’alto Medioevo. Del ponte romano delle Chianche restano tre arcate a tutto sesto, con pavimentazione a lastre di pietra poligonale (“chianche”). Sono inoltre visibili alcuni ruderi di un castello longobardo dell’XI secolo, abitato dal condottiero normanno Roberto il Guiscardo.

La particolarità gastronomica di Buonalbergo è rappresentata dalle ciammarruchelle, le lumache, la cui produzione e promozione è fortemente sostenuta dall’amministrazione locale tramite l’evento Sagra de lo Ciammarruchiello.